Aci … – Catania – Sicilia – Italia

Aci 

E’ il prefisso che caratterizza  nove  paesi  alle pendici dell’ Etna, sono:

Aci Castello  –  Aci Trezza  –  Acireale  –  Aci Bonaccorsi  –  Aci Catena                                            Aci Sant’Antonio –  Aci Santa Lucia  –  Aci San Filippo – Aci Platani

Tra romanticismo e avventura due sono le leggende mitologiche che contribuiscono al fascino e caratterizzano questa bella zona della Sicilia.

La  Leggenda di Aci  e  Polifemo

Narrata da Ovidio nell’opera Metamorfosi ( libro XIII)

E’  la storia  d’amore tra il pastore Aci e la ninfa Galatea, una bella storia  con un tragico finale per la gelosia del ciclope Polifemo che invaghitosi della bella ninfa non accetta il suo rifiuto,  per questo motivo scaglia su  Aci un enorme masso uccidendolo.

Le lacrime di dolore di Galatea impietosirono gli dei che trasformarono  il sangue di Aci un un fiume sotterraneo  che sfocia nel mare, cosi che  Galatea, la ninfa del mare, possa rimanere comunque insieme e per sempre al suo amato Aci.

Invece il corpo di Aci fu smembrato dal lancio del masso  in nove parti, cadute là dove sono sorte le nove località.

La Leggenda di  Ulisse e Polifemo 

Narrata da Omero nell’Odissea (libro IX).

E’ la storia dell’avventuroso ritorno in patria di Ulisse, re di Itaca, dopo aver partecipato alla guerra di Troia.

Nello specifico si ritrova nella Terra dei Ciclopi,  giganti con un solo occhio in mezzo alla fronte.

La curiosità  porta Ulisse ad addentrarsi con i suoi uomini nella caverna del più feroce dei ciclopi, Polifemo, che li  cattura.

L’astuzia  che contraddistingue Ulisse consentirà loro di liberarsi,raggiungere la nave e andar via ma  scatenerà l’ira del ciclope che accortosi della fuga lancerà in mare degli enormi massi con l’intento di affondare la nave.

I macigni  scagliati non colpirono la nave ma si conficcarono nel fondale dal quale emergono,  formando  l’affascinante  Arcipelago delle Ciclopi.

In realtà sono formazioni naturali create dalle eruzioni dai fondali marini in epoca preistorica.

Arcipelago  delle Ciclopi

E’ formato da:

Isola Lachea

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Faraglione grande

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Faraglione piccolo  e  quattro isolotti

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Tipici sono anche ….

Pillow  di  lava  –  lava a cuscino

Per la forma rotondeggiante dovute alle eruzioni sottomarine.

Nella  Riviera  dei  Ciclopi

Il tratto di costa lungo 12 km,  da dove si ammira il fantastico Arcipelago dei Ciclopi sono ubicati :  Aci castello  –  Aci trezza  –  Acireale.

Aci Castello

E’  un  borgo arroccato. 

Si snoda attorno alla piazza principale da dove si accede al medioevale …

Castello Normanno

Posto su una rupe basaltica ovvero di roccia lavica, risale al 1076.

Ospita  il  Museo Civico le cui sezioni di mineralogia, paleontologia, archeologia sono molto interessanti.

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Aci trezza

E’  un  borgo di pescatori .

Suggestivo!

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Giovanni Verga

Il più autorevole esponente della corrente letteraria del verismo, qui ambientò uno dei suoi più celebri romanzi  I Malavoglia.

Suggestivo perché  esattamente qui  davanti si trova …

L’Arcipelago dei Ciclopi

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Passeggiare  sul lungomare, fermarsi a gustare le prelibatezze che la cucina offre  nei tanti locali  godendo di questa vista … vi lascio immaginare.

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Cosi ho pranzato al  Sicilia’s,  il brand che per loro stessa definizione  è l’esperienza dell’autentico sicilian lifestyle,  ed io condivido pienamente.

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Infine …

ACI REALE

E’  una  città barocca.

Questo è lo stile con cui è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693

Nel centro storico  ….

In Piazza  Duomo

La pavimentazione

Rinnovata nel 2009 è bella ed interessante perché vuole far pensare ad una cupola rovesciata  pertanto segue una precisa geometria.

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La Cattedrale Maria Santissima Annunziata 

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IMG_4189Accanto …

La Basilica dei Santi Pietro e Paolo

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Il Palazzo del Comune

Ospita …

Il Museo delle Uniformi Storiche,  a partire dal XVIII secolo.

L’Accademia di scienze, lettere, belle arti degli Zelanti e dei Dafnici.  Fondata nel 1671.

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Il Carnevale di Acireale 

Riconosciuto come il più bello della Sicilia,  si conclude in questa scenografica piazza.

Poco distante …

La Basilica Collegiata San Sebastiano Martire  – Monumento Nazionale

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Quanta bellezza avvolta dalla fantasia della leggenda!

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Gennaio 2020

Autore: stefiblu

La bellezza è armonia. L'armonia è benessere.

12 pensieri riguardo “Aci … – Catania – Sicilia – Italia”

  1. Sperando di non essere invadente permettimi di presentarti una leggera rielaborazione dei tuoi miti siciliani (Aci Castello ed Acitrezza sono i luoghi della mia infanzia e gioventù), scritta qualche anno fa a mo’ di favoletta per le mie nipotine.

    Grazie dell’ospitalità

    NICOLETTA E I MITI DELLA SICILIA

    E’ giunta Nicoletta ad Acitrezza,
    e guarda con i suoi verdi occhioni,
    meravigliata e piena ebbrezza,
    i grossi ed appuntiti faraglioni.

    Stanno piantati lì in mezzo al mare
    a ricordare quando Polifemo,
    ciclope brutto assai e pure scemo,
    voleva il furbo Ulisse divorare.

    Ma se non ci vedeva neanche un po’ . . . !
    Ulisse infatti aveva rovinato
    a lui l’unico occhio, chè, se no . . .
    sgamm sgamm . . . se lo sarebbe già mangiato.

    Ulisse era riuscito sol così,
    insieme ai suoi compagni, a scappare
    dalla sua grotta, e giunto in riva al mare
    saltato sulla sua barca da lì

    gridato aveva ” Non cercarmi più
    in mezzo ai boschi . . . sto già sulla nave.
    Ciclope, vado via . . . Addio! . . . Cucù!
    . . . e togliti dall’occhio quella trave!

    Scordavo . . . dimmi . . . ma come era il vino? . . .
    ti è piaciuto? . . . buono! . . . l’hai gradito! . . .
    bevine allora ancora, scimunito,
    e schiàcciati un altro un pisolino!

    Così a risuonartele riprovo,
    in modo da non dir più che ‘Nessuno’
    t’ha malmenato, ma dentro il tuo covo
    te le ha date Ulisse, un greco bruno”.

    Infuriato allora Polifemo,
    staccò dei pezzi di montagna e giù,
    contro glieli scagliò . . . Nel mare blù
    mentre Ulisse già dava di remo,

    finirono quei sassi grossi e immensi,
    che Nicoletta ora da lontano
    rimira e al nonno fa: “Tu . . . che ne pensi? . . .
    ma quanto era grande la sua mano? . . .

    Come avrà fatto a strapparli al monte?
    . . . tenerli in pugno e lanciarli forte
    sulle navi di Ulisse ormai pronte
    a fuggirsene via. Che brutta sorte

    sarebbe a loro capitata se
    lui li beccava . . . Mi fa gran paura
    pensare a questa mano grossa che
    scaglia un faraglione”. “Altra avventura

    successa prima or ti racconterò”
    fa il nonno “e così non penserai
    a questa grossa mano per un po’ . . .
    Ascoltala, non la scordare mai

    perchè parla d’amore . . . E’ un piacere
    conoscere di Aci e Galatea,
    del pastorello che tutte le sere
    amava questa ninfa . . . semidea.

    Vivevano nei boschi, innamorati
    l’uno dell’altra, e l’aria risuonava
    dei loro baci, lunghi e appassionati . . .
    Ma un giorno mentre Aci si bagnava

    insieme a Galatea in una fonte,
    erano allegri e belli, ecco il gigante
    – ancora lo teneva l’occhio in fronte –
    volere Galatea seduta stante.

    Fugge la giovinetta e Polifemo
    si mette dietro ed è sul punto di
    raggiugerla che lei con sforzo estremo
    . . . un salto . . . e pluff, nel mare giù finì.

    A mani vuote e come un baccalà
    rimane Polifemo, e Galatea
    accolta dalle Ondine resta là . . .
    triste però, perchè non ha idea

    di come fare per rivedere Aci . . .
    ridirgli che lo ama . . . che vorrebbe
    stare con lui ancora e dargli baci . . .
    che giorno e notte lo abbraccerebbe.

    Pure il pastorello si dispera
    senza Galatea, e notte e dì
    piange per lei, e non passa sera
    che non riguarda il mare, chè così

    gli sembra di vederla. Il suo pianto
    commuove, eccome! . . . le ninfe del mare,
    che presto presto Aci, per incanto,
    un fiumicello fanno diventare,

    come se nel pianto si sciogliesse,
    e diventasse acqua a poco a poco
    per cui disegnando quasi un’ ‘esse’
    scende per la montagna e come un gioco

    arriva fino al mare e allegramente
    dentro di questo entra e qui si bea
    perchè si unisce, ovvio, finalmente
    alla fedele e dolce Galatea.

    E nello Jonio ancor vivono insieme!
    Sul monte Polifemo infuriato
    invece resta solo solo, e freme . . .
    E’ destinato ad essere fregato!”

    E Nicoletta: “diciamo suppergiù
    che pure loro han fatto a lui . . . ‘Cucù!”

    (Sergio Sestolla)

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  2. Con tutto il rispetto per Ovidio, io preferisco la tua versione, caro Sergio, nella storia di Aci e Galatea. Forse perchè è meno truce, violenta. Diciamo che è più poetica, arriva subito al cuore!

    Sono sempre belle e tenere le storie dedicate a Nicoletta, bimba davvero fortunata ad avere un nonno così bravo e attento.

    Ho piacere di averti letto anche qua ! Ringrazio Stefi per aver sollecitato, col suo racconto sulla bella Catania e i nove paesi alle pendici dell’Etna con il prefisso Aci, la bella storia di Aci e Galatea.

    Un caro saluto a tutti!!!! 🙂 ❤

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